Diritto dei consumi

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Carte di credito revolving ©


Attenti agli interessi e ai...trucchi

Le carte revolving, oggi in crescente diffusione, sono carte di credito particolari perche' consentono di pagare le spese fatte rateizzando mensilmente gli importi degli estratti conto.

Si tratta di un vero e proprio strumento di finanziamento, che puo' risultare comodo in quanto si e' spinti a spendere sapendo di poter pagare con calma senza l'assillo di vedersi addebitare tutto in una volta l'importo di un acquisto. Ogni mese al titolare della carta viene inviato l'estratto conto con il riepilogo delle spese fatte, l'utilizzo del credito, la rata addebitata e il fido di nuovo disponibile.

Questo tipo di carte vengono promosse dalle banche e dalle finanziarie perche' molto piu' redditizie di quelle tradizionali. Rateizzare gli addebiti significa infatti aumentare gli interessi che vanno ad arricchire le tasche degli intermediari, cioe' degli istituti di credito e delle societa' finanziarie. Secondo le rilevazioni della Banca d'Italia di qualche tempo fa, il tasso medio di interesse delle revolving per euro 1500,00 di spese, quindi di credito, era di 16,71%...decisamente elevato..

Per non parlare poi della poca chiarezza che accompagna i contratti di alcune di queste carte e che ha spinto molte Camere di Commercio ad avviare procedure per individuare eventuali clausole vessatorie ed eliminarle, come prevede il Codice del consumo.

Tra le clausole vietate e piu' diffuse, anche nei contratti delle carte di credito tradizionali, c'e' quella riguardante il diritto di recesso che crea uno squilibrio tra le posizione delle parti.

Quando e' il consumatore a recedere, a suo carico sono posti tempi di preavviso lunghissimi che, viceversa, non sono richiesti all'ente emittente che puo' decidere di rompere il contratto quando vuole anche senza un congruo preavviso.

E' evidente, anche in questo caso, la condizione psicologica del consumatore che, mosso dalla prospettiva di avere piu' soldi a disposizione, in quanto non tenuto a saldare subito il conto delle spese sostenute, ceda alla lusinga di una carta revolving che, alla fine, si risolve in un affare solo per le banche e per le finanziarie.

Purtroppo, ancora una volta emerge un rapporto non paritario che vede il consumatore in una posizione di subordine, sia di tipo psicologico che sul piano dei diritti.

Avvocato Maria Cipparrone

Articolo pubblicato su: La Strad@ Web